Sabato 29 novembre ore 21,00

L'Associazione "Teatro Incontro"

"Paura di quello che non ho"

Libero adattamento di Simonetta Feresin e Grazia Mariantoni da autori vari.
Con: Giordana Tagliacozzo, Michela Cembran, Elena de Cecco, Alessia Cozzi, Rita Paulovich, Cristina Baccara, Daniele Flego.
Collaborazione tecnica: Sandro Rossit Roberto Curatolo, Susanna Cetin.
Regia di Grazia Mariantoni.

E' interessante il fatto che vari autori contemporanei ( A. Kristof- S.Kane- A. Ayckourn- T. Williams- T.Stern Eliot- R. Werner Fassbinder) abbiano potuto descrivere con tanta sensibilità l'umanità del (non) amore che affligge le nostre generazioni. Amore, parola tanto usata, inflazionata: ma siamo sicuri di sapere cos'è.
Sembra che ci sia una grossa confusione in merito a questo sentimento che ci fa fare, dire e pensare cose che poi ci segneranno per sempre.
Questa messa in scena, atto unico formato da sette monologhi, vuole liberare con sincerità sentimenti e pensieri imprigionati dalla propria ombra, cercando nelle pieghe o piaghe del cuore questo tanto declamato "amore": esasperato, malato, violento,disgustato, rassegnato,deludente,sottomesso....
L'associazione "Teatro Incontro " fondata a Trieste da Spiro Dalla Porta Xydias, organizza corsi, stage, laboratori di teatro. E' una Compagnia di teatro amatoriale non dialettale che agisce  senza scopo di lucro ed è costituita dagli stessi soci dopo che hanno frequentato il ccorso preparatorio.


La ProLoco  San Giovanni-Cologna

"L'anima a fior di pelle"

Liberamente tratto da:  "Un passo in più: Donne e disagio mentale a Trieste"
con Elena Vesnaver
Musiche e regia di Maurizio Silvestri

La lettura scenica di Elena Vesnaver presenta il racconto autobiografico di Elisa, che ha vissuto l'esperienza della malattia mentale con Franco Basaglia, raccolta nel libro "Un passo in più" ; in prima persona la protagonista ricorda come è scesa pian piano lungo la china della sofferenza psicica e come la sua esperienza di faticosa risalita può esser paradigmatica per comprendere il disagio di tante persone e per riconoscerne le carattiristiche con una attenta sensibilità. La storia di Elisa è affiancata dalle testimonianze dei familiari dei malati che vivono in prima persona la lacerazione del tessuto degli affetti causata dalla malattia.